Mercoledì, 28 Luglio 2021

WACC E TEORIA DEL VALORE

Un ulteriore approccio utilizzabile per la stima del capitale economico dell’impresa è quello suggerito dalle teoria del valore. Al fine di evidenziare le caratteristiche di tale metodo e il suo funzionamento si consideri il seguente Stato Patrimoniale a valori economici:

Dove:

 

 

Il tasso di attualizzazione dell’Ebit necessario per determinare il valore di mercato degli asset è il noto costo medio ponderato del capitale (Wacc)
Valendo la relazione:

Ossia:

È possibile stimare il valore del capitale economico dell’impresa come:

Ossia sottraendo al valore di mercato degli asset quello dei debiti.

Il tutto naturalmente passa per la stima del Wacc che nella sua formulazione tipica è stimato mediante la seguente formula:

Rifacendosi al noto principio di coerenza tra il tasso e il flusso da attualizzare il soggetto valutatore dovrà solo limitarsi di verificare se ogni volta i relativi tassi sono coerenti con gli associati flussi.
ESEMPIO:
Si consideri l’impresa Alfa che presenta le seguenti grandezze:

  • RO = 170
  • OFlordo = 10
  • Rlordo = 170 - 10 = 160
  • Aliquota = 50%
  • Rnetto = 160 ( 1 – 0,5) = 80
  • Ic netto = 8%
  • Id lordo = 10%

Rifacendosi alla scuola aziendalistica italiana il valore del capitale economico può esser facilmente calcolato come:


Mentre:

Supponiamo di voler stimare il valore del capitale economico attraverso l’approccio della teoria del valore. Il primo passo sarà la stima del WACC. A tal riguardo rifacendosi al principio di coerenza tra tassi e flussi andremo a controllare se i tassi sono compatibili con i relativi flussi. È possibile subito vedere che il reddito operativo (Ebit) a disposizione è al lordo d’imposta mentre il tasso di congrua remunerazione è al netto d’imposta. Non vi sono problemi invece per il costo del capitale di credito che è al lordo d’imposta come anche per gli oneri finanziari, anch’essi al lordo d’imposta. Si ottiene così la formula del WACCLL (dove la doppia L sta per “lordo lordo”). Per cui:


Si ottiene così:


Per cui il valore degli asset sarà:

E quindi:


Ottenendo così il medesimo risultato visto prima.

In una seconda configurazione del WACC possiamo giungere ai medesimi risultati considerando i flussi netti. Ossia:

  • RO*(1-t) = 85
  • OF*(1-t) = 5
  • RN = 85 - 5 = 80

La formula diverrà:

il valore degli assets sarà:

Per cui:

Anche in tal caso si giunge ai medesimi risultati. Manca una terza configurazione. Poniamo:

  • RO – Imposte = 170 – 80 = 90
  • Oneri finanziari = 10
  • Reddito netto = 80

Secondo questo schema il costo medio ponderato del capitale da adoperare è:


In tal caso si interviene solo sul RO:


E, quindi:

LIMITI DEL WACC

Il principale limite del WACC è che tale tasso, in genere, è utilizzato per calcolare il valore del capitale economico di una impresa - come differenza tra il firm value e il valore dei debiti - ma, per il suo calcolo, richiede di conoscere già il capitale economico. Pertanto, almeno ai fini di una valutazione aziendale, il WACC non assume un rilievo così importante.

In ogni caso, come calcolare il capitale economico da immettere nella formula del WACC?

Alcuni autori suggeriscono di considerare il valore medio assunto sul mercato finanziario dalle imprese che operano nello stesso settore (o, in alternativa, comparables) con quella oggetto di valutazione.

 

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