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Alex D'Antonio

Alex D'Antonio

Sentenza Cassazione S.S.U.U. n. 24675 del 19 ottobre 2017 - La fine dell'usura sopravvenuta

C'era un tempo in cui la Banca non poteva in nessun caso applicare dei tassi usurari al Cliente, ma quel tempo sembra oramai finito: la Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, proprio ieri ha stabilito che se il tasso applicato dalla Banca, legittimo alla data di sottoscrizione del contratto, divenisse usurario nel corso dello svolgimento del contratto, allora quel tasso, seppur in usura per un certo periodo, è totalmente legittimo.

QUALI SONO I MUTUI INTERESSATI DALLA SENTENZA?

La questione interessa tutti i mutui a tasso fisso stipulati tra il 2007 ed il 2008. In quegli anni, il tasso mediamente praticato era nell'ordine del 7%, mentre il tasso soglia di periodo si attestava intorno al 9%; contratti pienamente legittimi al momento della stipula!!!

Ma, in seguito alla crisi finanziaria del 2009 la BCE, per incentivare la ripresa, ha abbassato i tassi e, conseguentemente, anche il tasso soglia è diminuito sino al 6% circa: l'effetto finale è che tutti i mutui a tasso fisso del 2007-2008 prevedevano l'applicazione di un tasso di interesse (7%) divenuto usurario.

Considerato che l'usura ha colpito i mutui in questione soltanto nel corso del contratto, si è coniato il termine "usura sopravvenuta".

MA, NON E' STATO SEMPRE COSI'

Fino all'altro ieri, tutti i clienti potevano ricorrere in Tribunale per ottenere il maltorto, invocato la storica sentenza della Corte di Cassazione n. 602 del 11 gennaio 2013, la quale recita:

"la L. n. 108 del 1996, art. 1 che ha previsto la fissazione di tassi soglia (successivamente determinati da decreti ministeriali); al di sopra dei quali, gli interessi corrispettivi e moratori ulteriormente maturati vanno considerati usurari (al riguardo, Cass. n. 5324 del 2003) e dunque automaticamente sostituiti, anche ai sensi dell'art. 1419 c.c., comma 2 e art. 1319 c.c., circa l'inserzione automatica di clausole, in relazione ai diversi periodi, dai tassi soglia”.

In alternativa, il mutuatario poteva ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), rifacendosi alla decisione del Collegio di Coordinamento dell'ABF (decisione n. 77 del 10 gennaio 2014) che, in relazione a un caso di usura sopravvenuta, decideva come segue:

Il Collegio accoglie il ricorso e per l’effetto dispone che l’intermediario rimborsi alla ricorrente quanto incassato a titolo di interessi e oneri superiori alla soglia, a far data dal 1° gennaio 2009”.

MA DA IERI MOLTO E' CAMBIATO

La Sentenza della Suprema Corte di Cassazione S.S.U.U. n. 24675 del 19 ottobre 2017 ha chiarito che l'usura sopravvenuta è totalmente legittima in quanto non è ravvisabile una specifica violazione della legge antiusura (art. 644 c.p. e art. 1815, secondo comma, c.c.) dato che, come chiarito dal Legislatore all'art. 1, comma 1, del D.L. 394/00:

Ai fini dell'applicazione dell'articolo 644 del codice penale e dell'articolo 1815, secondo comma, del codice civile, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento”.

In pratica, il momento rilevante ai fini dei controlli antiusura è soltanto quello stipulazione del contratto, non assumendo rilievo la violazione della normativa antiusura nel corso dello svolgimento del contratto.

Ed ancora, l'applicazione di tassi usurari nella fase di esecuzione del contratto non implicherebbe nemmeno una violazione del principio di buona fede e correttezza da parte della Banca (art. 1375 c.c.) perché richiedendo degli interessi in usura, secondo la Cassazione, la Banca si limiterebbe a esercitare un diritto validamente riconosciuto dal contratto.

 

Commento

La sentenza della Corte di Cassazione è sicuramente ambigua e pericolosa: l'usura è una anomalia del sistema bancario che va combattuta, mai ammessa, né tantomeno legalizzata. 

E' impensabile che l'ordinamento italiano ammetta che un mutuatario paghi degli interessi usurari, seppur per un minimo periodo di tempo.

Inoltre, se non vi sarà un cambio di rotta, è pensabile che in tutti i futuri periodi di crescita economica, chi sceglie un mutuo a tasso fisso opterà per un contratto che verosimilmente avrà un costo usurario nei periodi di crisi economica, quando i tassi soglia scenderanno. Ciò comporterà:

  1. una iniqua distribuzione delle risorse: applicando tassi usurari il sistema finanziario acquisirebbe una maggiore fetta della torta prodotta, a discapito dell'economia reale;
  2. il sorgere di problemi sociali: nei periodi di crisi economica, quando la situazione è già difficile, le famiglie che hanno optato per un tasso fisso nel 2007-2008 si troverebbero a pagare interessi probabilmente in usura, e ciò non potrà che peggiorare la loro situazione finanziaria.

Si spera in un nuovo intervento della Cassazione, capace di valutare meglio le conseguenze, anche sociali e morali, delle proprie decisioni.

 

                                                                                                                                                                   Alessandro D'Antonio

Ammortamento francese: l'orientamento diventa unanime

Pubblicato in News Martedì, 25 Aprile 2017 18:37 369

Ammortamento francese: l'orientamento diventa unanime

Ancora oggi, passando in rassegna le sentenze dei Tribunali e le decisioni dell'arbitro bancario, è possibile rinvenire un gran numero di ricorsi aventi ad oggetto l'applicazione dell'ammortamento francese nei mutui che, secondo i ricorrenti, comporterebbe un effetto anatocistico illegittimo

Dopo alcune sentenze piuttosto ambigue, l'orientamento giurisprudenziale sembra unanime. Nel presente articolo si ripercorre brevemente l'evoluzione della giurisprudenza.


Clausola di estinzione anticipata: Italia divisa a metà

Uno dei principali dibattiti in giurisprudenza in materia di anomalie bancarie sui mutui riguarda l'inclusione della clausola di estinzione anticipata nel TEG che andrà confrontato con il tasso soglia, ovvero l'estensione del controllo antiusura anche all'ipotesi di estinzione anticipata del mutuo. 

A prescindere dai tecnicismi relativi al come considerare la clausola di estinzione anticipata nei controlli antiusura, il presente articolo si pone come obiettivo quello di evidenziare come nonostante le numerose sentenze sia ancora molto vivo il dibattito giurisprudenziale sulla tematica in questione, tant'è che è possibile idealmente suddividere due orientamenti, uno applicato nel nord Italia e l'atro tipico dei Tribunali del sud Italia.

La nullità dell'IRS per difetto di causa

Pubblicato in News Lunedì, 10 Aprile 2017 11:59 1256

La nullità dell'IRS per difetto di causa

La principale contestazione che viene mossa ai contratti di Interest Rate Swap è la nullità per difetto di causa. Nello specifico, si tratta di andare a verificare se effettivamente il contratto assolve alla funzione di copertura per il quale è stato sottoscritto.

Il presente articolo ripercorre brevemente la materia finanziaria, la normativa di riferimento e la giurisprudenza al fine di stabilire:

  1. cosa sia un IRS;
  2. se e quando è possibile agire in giudizio ritenendo che l'IRS non sia di copertura;
  3. quale è l'importo risarcibile.

L'inclusione della polizza assicurativa nel calcolo del TAEG

Uno dei recenti dibattiti in materia bancaria riguarda l'inclusione delle polizze assicurative del tipo credit protection nel calcolo del TAEG. Secondo alcuni Tribunali tali polizze assicurative vanno incluse nel calcolo del TAEG soltanto se obbligatorie e imposte dal creditore. Ciò escluderebbe le polizze indicate nel contratto come "facoltative" o "opzionali". In realtà, molti spesso accade che la Banca imponga la sottoscrizione della polizza, anche se indicata come "facoltativa".

Si è aperta così la strada ad un profondo dibattito giurisprudenziale. Di seguito, vi è un tentativo di porre chiarezza sulla questione.

Nullo il contratto di mutuo che non indica l'ISC

Pubblicato in News Venerdì, 24 Marzo 2017 12:31 1379

Nullo il contratto di mutuo che non indica l'ISC

Con la sentenza n. 7779/2015, pubblicata il 25/05/2015, il Tribunale di Napoli ha chiarito che: “(…) poiché le istruzioni di vigilanza, adottate dalla Banca d’Italia sulla base del potere ad essa conferito dal medesimo articolo 117, impongono che i contratti di mutuo riportino il valore dell’ISC, la carenza di tale indicazione determina la nullità del contratto, anche se, come nella specie, siano esposti gli elementi che concorrono alla determinazione di tale parametro”.


Contratto di conto corrente nullo senza la forma scritta

Tra le anomalie bancarie sui conti correnti più ricorrenti vi è sicuramente la mancanza della forma scritta. Non di rado, soprattutto nei primi anni 2000 o precedentemente, la Banca apriva un conto corrente al Cliente senza la sottoscrizione di un contratto scritto, recante tutte le clausole su:

  1. interessi
  2. commissioni di massimo scoperto
  3. spese legate al conto corrente

Cosa accade in tali circostanze?


I problemi interpretativi relativi all'art. 117 del TUB

L'art. 117, comma 4. del TUB stabilisce che "i contratti indicano il tasso d'interesse e ogni altro prezzo e condizione praticati, inclusi, per i contratti di credito, gli eventuali maggiori oneri in caso di mora".

Al successivo comma 6, inoltre, è chiarito che "Sono nulle e si considerano non apposte le clausole contrattuali di rinvio agli usi per la determinazione dei tassi di interesse e di ogni altro prezzo e condizione praticati nonché quelle che prevedono tassi, prezzi e condizioni più sfavorevoli per i clienti di quelli pubblicizzati".

Cosa accade se tali norme non vengono rispettate?

orari trenitalia

Pubblicato in SOCIALE Domenica, 18 Dicembre 2016 12:34 228

 

Raccolta firme per Petizione contro i nuovi orari FR2

La presente pagina è stata creata per raccogliere adesioni e firme di tutti coloro che ritengono penalizzanti e peggiorativi rispetto al passato i nuovi orari imposti nella tratta FR2 da Guidonia a Roma.

Ogni cambiamento, come è normale che sia, impone un adeguamento da parte di coloro che ne vengono colpiti. Dopo un cambiamento alcune cose migliorano, altre peggiorano, e fare un resoconto è spesso difficile. Vi sono però circostanze e fatti che sono inopponibili ed oggettivi. Di seguito si riportano alcuni cambiamenti che sicuramente hanno causato un passo indietro rispetto al passato.

 

SOSTITUZIONE DEL TRENO DELLE 8.37 PER ROMA TERMINI CON IL TRENO DELLE 8.47 PER ROMA TIBURTINA

Le persone che si recano a Roma dopo le 8.00, in genere, hanno la necessità di giungere in ufficio entro le 9.30.

Il treno delle 8.37 arrivava nella stazione principale di Roma Termini, dove passa sia la metro A che la metro B, alle 9.10. Di fatto, per chiunque lavora al centro, era possibile arrivare in ufficio entro le 9.30.

Con il nuovo treno si arriva alla stazione secondaria di Roma Tiburtina alle 9.36 (da orari Trenitalia). Pertanto è impossibile arrivare sul posto di lavoro entro le 9.30. Inoltre, si consideri che il nuovo treno finora è sempre partito in ritardo e giunto a destinazione in ritardo alle 9.45, ovvero quasi contemporaneamente al treno che parte da Guidonia alle 9.05 e arriva a Tiburtina alle 9.52 (ossia 7 minuti prima del precedente).

SOLUZIONE: vi è un treno che parte da Tivoli alle 8.12 e va direttamente a Roma Termini. Si dovrebbe semplicemente imporre la fermata a Guidonia. Al contempo, potrebbe essere eliminato il treno che va a Roma Tiburtina alle 9.47, dato che arriva in stazione soltanto 7 min. prima del successivo treno delle 9.05.

 

ELIMINAZIONE DEI TRENI VELOCI

Con i nuovi orari sono stati eliminati molti treni veloci.

All'andata, è stato eliminato il treno delle 7.33.

I treni delle 7.19 e delle 7.53 impiegano più di 40 minuti. Facendo un rapido calcolo, se per percorrere 20 km si impiegano 40 minuti, allora la velocità del treno è di circa 30 km/h.

E' stato eliminato il treno delle 10.30 (circa) diretto per Roma Tiburtina (il treno di andata più veloce della giornata)

E' stato eliminato il diretto da Roma Tiburtina a Guidonia delle 16.30 (il treno di ritorno più veloce della giornata).

 

ELIMINAZIONE TRENI A PIU' ALTA FREQUENTAZIONE

Con i nuovi orari sono stati eliminati diversi treni ad alta frequentazione, come il treno delle 18.38 che, seppur lento, è sempre stato uno dei treni con il maggior numero di passeggeri. Tali treni sono stati sostituiti con altri, la cui partenza è stata anticipata di 10-20 minuti.

Occorre sottolineare ed evidenziare a chi ha elaborato i nuovi orari che chi esce da lavoro alle 18 o alle 19 (quasi tutti i dipendenti), prima ancora di prendere il treno, deve incamminarsi verso la stazione di Tiburtina che, come noto, è raggiungibile soltanto dalla metro B, lenta e sempre piena. Stabilendo la partenza del treno alle 18.20 ed alle 19.15, molti pendolari si sono trovati nell'impossibilità di prendere il treno immediatamente successivo all'uscita da lavoro, in genere posta allo scoccare delle 18 o 19. Evidentemente, data la situazione tragica in cui versano i trasporti verso Tiburtina, è quasi impossibile raggiungere la stazione entro 15-20 minuti. Cosicché, molti pendolari si trovano ad dover aspettare anche 50 minuti in stazione prima di poter prendere il treno.

 

CONCLUSIONI

Alla luce di quanto sopra esposto è evidente che:

  1. è stato eliminato il treno mattutino diretto a Roma Termini, preso dalla quasi totalità dei pendolari che lavorano al centro di Roma e che devono arrivare in ufficio entro le 9.30;
  2. sono stati eliminati i treni più veloci della giornata per l'andata ed il ritorno;
  3. i treni di punta delle 7.19 e 7.54 hanno una velocità media di 30 km/h;
  4. i nuovi orari sono incompatibili con le esigenze di chi (quasi tutti) esce da lavoro alle 18 o alle 19.

Se ritieni che i muovi orari abbiano comportato un peggioramento per la vita dei pendolari, ti invito a compilare il form sotto riportato. La tua firma verrà utilizzata per chiedere un cambiamento degli orari, e ciò nella speranza che qualcuno possa finalmente ascoltarci.

La lista verrà inviata alla dirigenza di Trenitalia e della Regione per pretendere un cambiamento ed investimenti sulla linea. Non escludo che la lista possa essere consegnata anche a chi, del mondo della politica, voglia farsi portavoce dei problemi dei pendolari.

Per rispondere a qualsiasi domanda o ricevere suggerimenti e critiche è stato istituito l'indirizzo mail tQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

 

ADESIONI AL 29.12.2016      48

 

 Tutti i dati saranno utilizzati nel completo rispetto della normativa sulla privacy. Nessun dato verrà mai consegnato a chiunque per scopi commerciali.

  

Arte e Finanza - L'incertezza

Pubblicato in Arte e Finanza Domenica, 05 Giugno 2016 21:09 302

Tutta la nostra vita è immersa nell’incertezza; nulla all’infuori di ciò si può affermare con certezza
Bruno dei Finetti

 

Incertezza, rischio e probabilità

L'incertezza consiste nell'incapacità dell'uomo di capire cosa accadrà in futuro. Tale incapacità, da sempre, genera nell'uomo un senso di insicurezza; non a caso Lorenzo dè Medici scriveva "del doman non v'è certezza".

Tra i diversi artisti che hanno cercato di raffigurare l'incertezza, ritengo che Alex Hall è quello che più di tutti ha saputo cogliere il senso di tale concetto.

Hall raffigura soggetti anonimi che fluttuano nello spazio in posizioni sempre scomposte, come se fossero in caduta libera, e ciò a simboleggiare come l'incertezza cambia e determina il futuro di tali soggetti costringendoli ad affrontare eventi (posizioni) inattese. L'incertezza, infatti, assume la forma di un vento inatteso: non a caso in alcuni quadri compaiono degli uccelli, che hanno nell'aria il proprio elemento naturale.

 

L'artista non ha un soggetto preferito, sono colpiti dall'incertezza sia gli uomini che le donne, comprese le persone più abbienti. Ed infatti tutti i personaggi raffigurati sono ben vestiti, e spesso hanno un abbigliamento che richiama quello delle persone più abbienti.

L'ombrello, simbolo per definizione della capacità di previsione e della protezione dagli eventi incerti, nei quadri di Hall viene scaraventato via, e ciò a simboleggiare che, nonostante i tentativi profusi, l'uomo non potrà prevedere tutti i pericoli della vita. 

  

 

 Quanto rappresentato da Hall nella pittura trova piena corrispondenza nella finanza.

Essendo tutta la finanza proiettata al futuro, l'incertezza costituisce il principale limite della conoscenza umana che ogni studioso di finanza deve affrontare ogni giorno.

Se il valore di ogni azienda è pari all'attualizzazione dei flussi economici e/o finanziari che la stessa sarà in grado di generare in futuro, allora il primo problema che deve affrontare il valutatore è capire quali saranno le performance future dell'azienda.

Il problema della previsione in presenza di incertezza è stato affrontato dagli studiosi di finanza (e non solo) con due diversi approcci:

  • il positivismo classico, ammettendo che la conoscenza sia possibile solo attraverso l’uso della ragione, si rifà al metodo scientifico deduttivo, ossia a quel procedimento logico consistente nel derivare, da una o più premesse date, una conclusione che ne rappresenta la conseguenza logicamente necessaria. Tali premesse vengono dette postulati o assiomi e rappresentano delle verità assolute che non hanno bisogno di essere verificate;
  • il neopositivismo o empirismo logico, ammettendo che la conoscenza sia possibile solo attraverso l’esperienza e l’evidenza empirica, si rifà al metodo scientifico induttivo, ossia a quel procedimento logico che consiste nel ricavare da osservazioni ed esperienze particolari i principi generali in esse implicite.

Entrambi gli approcci, seppur in maniera diversa, hanno portato alla nascita della finanza assiomatica basata su postulati come, ad esempio, la razionalità degli operatori economici che mirano esclusivamente a massimizzare la propria funzione di utilità, la presenza di mercati perfettamente concorrenziali, l’assenza di asimmetria informativa tra le parti di un contratto, la perfetta informazione circa l’andamento delle variabili economiche, la crescita costante delle imprese, l’assenza di imposte.

In un tale quadro l'incertezza, seppur ammessa, viene considerata come facilmente calcolabile e, di conseguenza, eliminabile: potendo giungere a una conoscenza assoluta e perfetta di tutti gli eventi di rischio, ogni soggetto valutatore (sia esso un esperto di finanza che deve valutare una impresa o un police maker che deve stabilire le conseguenze di una certa politica economica) è in grado di “assicurarsi” contro gli effetti negativi derivanti da una loro possibile manifestazione.

In altre parole, secondo la finanza assiomatica ogni folata di vento è prevedibile, e l'ombrello di Hall non può essere mai spazzato via dalla forza dell'aria.

È interessante notare come variano le modalità di stima dell’alea associata a un fenomeno a seconda dell’approccio utilizzato. Infatti:

  • nel positivismo classico, ponendo la ragione come fonte ispiratrice della conoscenza, l’eventuale scostamento dai risultati attesi viene misurato attraverso la probabilità classica[1] (o a priori) intesa come il rapporto tra il numero di casi favorevoli e il numero di casi possibili, purché essi siano tutti equiprobabili. Ne emerge l’importanza che assume nel calcolo della probabilità classica la ragione, in quanto è proprio attraverso essa che l’organo di governo determina quanti sono i casi favorevoli e, soprattutto, quelli possibili[2];
  • nell’empirismo logico, invece, ponendo l’esperienza come fonte ispiratrice della conoscenza, l’eventuale scostamento dai risultati attesi viene misurato attraverso l’uso della probabilità frequentistica[3] (o statistica) intesa come il valore al quale tende a stabilizzarsi la frequenza relativa dell'evento considerato all'aumentare del numero delle prove, tutte ripetute nelle stesse condizioni. Ne emerge l’importanza del ruolo assunto, nel calcolo della probabilità frequentistica, dall’osservazione del fenomeno indagato, ovvero dai dati empirici raccolti nel tempo trascorso.

Proprio l’uso dell’approccio frequentistico ha permesso di configurare l'incertezza come una variabile aleatoria a cui è associata una ben definita distribuzione “statistica”, desunta dai dati storici.

All’approccio oggettivo, di matrice frequentistica, si contrappone quello soggettivista che trova le sue fondamenta in una delle opere più rappresentative del filosofo Immanuel Kant, la “Critica della ragion pura”. Secondo il filosofo tedesco l’uomo è in grado di percepire la realtà fenomenica non come essa effettivamente è in sé (noumeno), ma solo come appare (fenomeno) modificata dalle sue strutture mentali e dal fatto stesso di essere percepita nello spazio e nel tempo. Ne deriva che l’uomo non può giungere mai a una conoscenza assoluta della realtà. Nonostante ciò Kant ammette che si possa giungere a una conoscenza “universale” degli eventi indagati: avendo gli uomini i medesimi schemi mentali essi percepiscono i fenomeni tutti nella medesima maniera[4] . La critica kantiana rappresenta il primo passo verso l’affermazione dell’approccio soggettivista, la cui applicazione porterà a configurare ogni evento di rischio come una variabile aleatoria a cui è associata una distribuzione  “soggettiva”, definita sulla base delle informazioni e delle capacità cognitive di chi prende la decisione soggetta ad incertezza.

In altre parole, secondo i soggettivisti alcuni di noi, i più bravi, sono in grado di prevedere gli eventi futuri meglio di altri perché dotati di maggiori capacità, esperienza ed intelletto. Pertanto, ritornando all'opera di Hall, è plausibile ritenere che non tutti verranno investiti dalla medesima folata di vento, alcuni sapranno prevederla, altri no.

Rimane, però, ancora una domanda fondamentale: presupposto che la capacità di prevedere gli eventi, e quindi dominare l'incertezza, varia da soggetto a soggetto, vi sono degli eventi del tutto imprevedibili?

Sono convinti di si i sostenitori dell'economica frattale, come Benoit Mandelbrot e Nassim Taleb, secondo i quali alcuni eventi sono del tutto imprevedibili, ed a sostegno delle proprie teorie elencano tutta una serie di eventi economici, come la recente crisi finanziaria, imprevisti da tutti i più importanti economisti ed esperti del settore.

Alcuni eventi, secondo tali soggetti, non possono essere previsti perché mai verificatesi ancora e, conseguentemente, non ricompresi nel bagaglio cognitivo di chi prende la decisione soggetta ad incertezza. L'esempio richiamato spesso da Taleb è quello del cigno nero: l'uomo ha sempre creduto che i cigni fossero bianchi, finquando non è stata scoperta in Australia una razza di cigni neri. Prima di quella scoperta, ossia prima che fosse solo concepibile l'esistenza di un cigno nero, ogni scienziato era convinto dell'esistenza di soli cigni bianchi.

Per tale ragione gli eventi imprevisti vengono chiamati anche "cigni neri".

Sarà forse un caso, ma in tutti i quadri di Hall compaiono uccelli totalmente o almeno in parte di colore nero.

 

                                                                                                                                                                                    Alessandro D'Antonio

 

[1] Il concetto di probabilità classica o a priori è stato elaborato da Pierre-Simon Laplace, uno dei principali esponenti del determinismo francese. Quest’ultimo nell’introduzione della sua opera più rappresentativa “Essai philosophique sur les probabilités” ammette l’esistenza di un mondo del possibile non come rifiuto della concezione deterministica della realtà bensì come uno strumento da utilizzare qualora non si abbia una perfetta conoscenza del fenomeno indagato. In tal caso, afferma il matematico francese, l’alea associata all’evento analizzato potrò essere stimata proprio attraverso l’uso della probabilità giungendo così a una conoscenza perfetta del fenomeno e a delle stime corrette.

[2] Da tale presupposto parte la critica alla probabilità classica in quanto in alcuni casi appare molto difficile determinare con precisione il numero dei casi possibili. Per questo motivo molti studiosi associano la probabilità classica al “gioco d’azzardo” dove il numero di eventi possibili – 6 nel lancio del dado o 40 nei giochi con le carte – sono facilmente calcolabili.

[3] Il concetto di probabilità frequentista è stato elaborato da Richard Von Myses, ossia uno dei principali esponenti dell’empirismo logico.

[4] Proprio per questo motivo Kant non può esser ritenuto un soggettivista

 



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