Mercoledì, 28 Luglio 2021

Gli effetti del trasferimento dell’azienda

Con il trasferimento dell’azienda si producono ulteriori due effetti non naturali, e segnatamente:

  1. Il trasferimento dei crediti;
  2. Il trasferimento dei debiti;

Nel presente paragrafo verranno trattati entrambi questi effetti “non naturali”.

 

1.    Trasferimento dei crediti

Secondo la disciplina generale sulla cessione dei crediti:

  • il creditore può trasferire a titolo oneroso il suo credito;
  • non è necessario il consenso del debitore, purché il credito non abbia natura strettamente personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge;
  • le parti possono escludere la cessione, ma tale patto non è opponibile al cessionario se non si prova che egli non lo conosceva al momento della cessione;
  • la cessione del credito avrà effetto dal momento in cui verrà notificata al debitore, ovvero dal momento in cui il debitore l'abbia accettata. Se, quindi, il debitore non ha accettato la cessione, oppure non gli è stata notificata, potrà sempre pagare il vecchio creditore ottenendo la liberazione dal debito. Potrebbe accadere, tuttavia, che il debitore adempia al vecchio creditore pur sapendo che vi era stata la cessione del credito. In questo caso, essendoci malafede, il debitore non sarà liberato dall'obbligo di adempiere nei confronti del nuovo creditore cessionario, anche se non vi sia stata alcuna notificazione o accettazione della cessione stessa, anche se l’onere di dimostrare che il debitore ha pagato in malafede spetta a chi cede il credito (cessionario);

Detto ciò, l’art. 2559 c.c. stabilisce che nel caso di trasferimento dell’azienda:

  • la cessione dei crediti relativi all'azienda ceduta, anche in mancanza di notifica al debitore o di sua accettazione, ha effetto nei confronti dei terzi dal momento dell'iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese. Tale disposizione, divenuta applicabile solo con l’istituzione del registro delle imprese, segna una importante differenza rispetto alla disciplina generale, in quanto si ammette che la cessione del credito ha effetto anche senza la notifica al debitore o accettazione dello stesso, essendo sufficiente il deposito del contratto di trasferimento presso l’ufficio del registro delle imprese. Tale disposizione è giustificata alla luce della particolare natura della fattispecie in esame, una azienda ha molteplici crediti e, di conseguenza, potrebbe risultare molto complicato notificare la cessione del credito a ciascun creditore;
  • il debitore ceduto è tuttavia liberato se paga in buona fede all'alienante. Con tale disposizione il Legislatore ammette la limitata conoscibilità del registro delle imprese. Chi è indebitato con una molteplicità di imprese, ogniqualvolta paga un debito non potrà certo andare a verificare sul registro delle imprese se vi è stata una cessione d’azienda. Per questo motivo si ammette che il debitore ceduto è comunque liberato dal debito se paga in buona fede l’alienante.

A CHI È APPLICABILE TALE DISPOSIZIONE E QUANDO?

Tale disposizione sarà applicabile solo alle imprese a cui è richiesta la iscrizione presso l’ufficio del registro delle imprese, quando la cessione dei crediti aziendali a favore dell’acquirente è prevista da una specifica clausola contrattuale. In altre parole, tali disposizioni operano in maniera automatica. 

Le suddette disposizioni si applicano anche nel caso di usufrutto e affitto dell’azienda.

 

2.    Trasferimento dei debiti

Con riferimento alla cessione dei debiti il c.c. (art. 1560) prescrive che:

  • l’alienante non è liberato dai debiti, inerenti l’esercizio dell’attività d’impresa, anteriori al trasferimento, se non risulta che i creditori vi abbiano consentito. Come avviene per la disciplina generale, anche nel caso di trasferimento dell’azienda la cessione del credito è subordinata all’accettazione del creditore che dovrà valutare la solvibilità del nuovo debitore;
  • nel trasferimento di una azienda commerciale risponde dei debiti suddetti anche l’acquirente dell’azienda, se essi risultano dai libri contabili obbligatori. Ne deriva che l’acquirente risponderà anche dei debiti contratti dall’alienante prima del trasferimento dell’impresa, ma solo se questi debiti risultano dai libri contabili. Ciò non vale, però, se i libri contabili presentano irregolarità di sostanza e non solo di forma. Per irregolarità di forma si intende che, pur essendo i debiti iscritti nei libri contabili, questi ultimi siano stati redatti non rispettando le regole formali previste dal c.c., ossia le pagine dei libri contabili non siano state numerate progressivamente, vi sono all’interno delle scritture degli spazi bianchi ecc.. In tutti questi casi l’acquirente risponde comunque dei debiti. Il cessionario non risponderà dei debiti dell’alienante nel caso in cui vi siano irregolarità di sostanza, ad esempio un debito di 100.000 € è stata iscritto per 10.000 €.

Tali regole non valgono per i debiti verso:

  • i dipendenti;
  • l’erario

In entrambi i suddetti casi l’acquirente risponderà in solido con l’alienante dei debiti contratti. In particolare, nel caso dell’erario risponderà per tutti i debiti conseguiti in passato, e non solo quelli che riguardano l’ultimo periodo. La responsabilità solidale dell’acquirente, però, non è illimitata ma è circoscritta al debito risultante, alla data del trasferimento, dagli atti degli uffici dell'amministrazione finanziaria e degli enti preposti all'accertamento dei tributi di loro competenza. L’acquirente sarà, quindi, esonerato dalla responsabilità solidale se dal suddetto certificato risulta che non vi sono debiti tributari a carico dell’alienante, ovvero se non riceve tale certificato entro 40 giorni dalla richiesta.

Differentemente da quanto avviene nel caso di cessione dei crediti, le suddette disposizioni non si applicano nel caso di usufrutto o affitto dell’azienda.

 

Bibliografia:

G. Campobasso, “Manuale di diritto commerciale”, Roma, Utet, 2012;

A. Gambino, Daniele U. Santosuosso, “Fondamenti di diritto commerciale vol.1”, Torino, Giappichelli Editore, 2007;

A. Vanzetti, V. Di Cataldo, “Manuale di diritto industriale”, Giuffré Editore, sesta ed.

www.dirittoprivatoinrete.it

 

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