Martedì, 27 Luglio 2021

Società cooperativa - bilancio, utili e ristorni

La formazione del bilancio di esercizio delle società cooperative è integralmente assoggettata alla disciplina dettata per la società per azioni.

Le cooperative di maggiore dimensione e quelle che emettono obbligazioni devono sottoporre il bilancio a revisione obbligatoria da parte di una società di revisione.

Regole specifiche e caratterizzanti sono poi dettate per la destinazione degli eventuali utili prodotti. Segnatamente, gli utili netti annuali devono essere destinati:

  • per il 30% a riserva legale (nelle società per azioni è 5%);
  • per il 3% ad appositi "fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione". Si tratta di una forma di autocontribuzione obbligatoria, finalizzata alla promozione ed al finanziamento di nuove imprese e di iniziative di sviluppo del movimento cooperativo.

Gli utili residui possono essere distribuiti? E in caso di risposta affermativa, vi sono dei limiti alla distribuzione degli utili?

In linea generale è possibile affermare che sono sempre previsti dei limiti alla distribuzione degli utili nelle società cooperative, ma tali limiti sono più stringenti nel caso delle società cooperative a mutualità prevalente.

Procedendo per gradi, in linea generale, se la cooperativa non è quotata, allora possono essere distribuiti dividendi, direttamente o indirettamente, solo se il rapporto fra patrimonio netto e complessivo indebitamento della società è superiore ad un quarto. La ratio di tale disposizione è quella di imporre alle cooperative eccessivamente indebitate di destinare all'autofinanziamento gli utili generati.

Il suddetto limite non si applica:

  • ai possessori di strumenti finanziari; ed
  • alle cooperative con azioni quotate in mercati regolamentati.

Se la società cooperativa è a mutualità prevalente, allora i limiti alla distribuzione degli utili divengono ancora più stringenti. Infatti, nello statuto della società devono essere altresì stabilito:

  • il divieto di distribuire dividendi in misura superiore all'interesse massimo dei buoni fruttiferi postali aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato;
  • il divieto di distribuire le riserve tra i soci cooperatori;
  • il divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore al 2% rispetto a tale limite massimo;
  • in caso di scioglimento della società, l'obbligo di devolvere ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, l'intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati.

Tali limitazioni alla distribuzione degli utili comportano che spesso residuano dei fondi, che potranno essere destinati dall’assemblea:

  • ad altre riserve o fondi;
  • a fini mutualistici.

E se tali fondi residui venissero distribuiti ai soci?

Il Legislatore non esclude tale possibilità, ma in tal caso la società a mutualità prevalente perderà le agevolazioni fiscali riconosciute dalla legge.

 

I ristorni

Dagli utili (remunerazione del capitale) vanno tenuti distinti i ristorni.

Questi costituiscono:

  • rimborso ai soci di parte del prezzo pagato per i beni o servizi acquistati dalla cooperativa a prezzo di mercato (cooperativa di consumo);
  • integrazione della retribuzione corrisposta dalla cooperativa per le prestazioni del socio (cooperativa di produzione e di lavoro).

I ristorni costituiscono quindi uno degli strumenti tecnici per attribuire ai soci cooperatori il vantaggio mutualistico. Alle somme distribuite ai soci a titolo di ristorno non sono perciò applicabili le limitazioni che la legge pone alla distribuzione degli utili.

Inoltre l'attuale disciplina richiede che le cooperative riportino separatamente nel bilancio i dati relativi all'attività svolta con i soci, distinguendo eventualmente le diverse gestioni mutualistiche.

I ristorni possono essere distribuiti anche mediante aumento gratuito del capitale sociale o mediante l'emissione di strumenti finanziari.

                                                                                                                                                Alessandro D’Antonio

 

Bibliografia: 

G. Campobasso, “Manuale di diritto commerciale”, Roma, Utet, 2012; 

A. Gambino, Daniele U. Santosuosso, “Fondamenti di diritto commerciale vol.2”, Torino, Giappichelli Editore, 2007;

www.dirittoprivatoinrete.it 

 

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