Martedì, 27 Luglio 2021

Società cooperative – amministrazione, controlli e collegio dei probiviri

 

Amministrazione

Come nelle S.p.A., anche nelle società cooperative è possibile applicare tre tipologie di regimi amministrativi, ed in particolare il sistema:

  1. tradizionale;
  2. dualistico;
  3. monistico.
a.       Sistema tradizionale

Nel sistema tradizionale i primi amministratori sono nominati nell'atto costitutivo e successivamente dall'assemblea. L'atto costitutivo può derogare a questa regola, purché la nomina della maggioranza degli amministratori resti di competenza assembleare.

Inoltre, l'atto costitutivo può:

  • attribuire la nomina di uno o più amministratori allo Stato o ad altri enti pubblici;
  • prevedere che uno o più amministratori siano scelti tra gli appartenenti alle diverse categorie di soci, in proporzione dell'interesse che ciascuna categoria ha nell'attività sociale;
  • riconoscere ai possessori di strumenti finanziari il diritto di eleggere fino ad un terzo degli amministratori.
b.      Sistema dualistico

Se è adottato il sistema dualistico i possessori di strumenti finanziari non possono eleggere più di un terzo dei componenti del consiglio di sorveglianza e del consiglio di gestione. I componenti del consiglio di sorveglianza, scelti dai soci cooperatori, devono essere soci cooperatori.

c.       Sistema monostico

Se invece è adottato il sistema monistico, agli amministratori eletti dai possessori di strumenti finanziari, non superiori comunque ad un terzo, non possono essere attribuite deleghe operative, né gli stessi possono far parte del comitato esecutivo.

Infine, sempre per quanto riguarda gli amministratori, con l'attuale disciplina è caduta la regola secondo la quale tutti gli amministratori devono essere soci cooperatori. Oggi è sufficiente che solo la maggioranza degli amministratori sia scelta tra i soci cooperatori. Si vuole così assicurare che la direzione degli affari sociali sia prevalentemente nelle mani di persone specificamente interessate allo svolgimento dell'attività mutualistica.

 

Collegio sindacale

In base all'attuale disciplina la nomina del collegio sindacale nelle cooperative è obbligatoria:

  • negli stessi casi in cui è obbligatoria nella società a responsabilità limitata. Cioè quando la società ha un capitale non inferiore a quello minimo della società per azioni, o quando non ricorrono le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata;
  • quando la cooperativa ha emesso strumenti finanziari non partecipativi.

Per la nomina del collegio sindacale, lo statuto può attribuire il diritto di voto (non per teste ma) proporzionalmente alle quote o azioni possedute, ovvero in ragione della partecipazione allo scambio mutualistico.

Lo statuto può inoltre prevedere che i possessori di strumenti finanziari dotati di diritti amministrativi possano eleggere fino ad un terzo dei componenti del collegio sindacale.

 

Collegio dei probiviri

Gli statuti delle cooperative possono prevedere un ulteriore organo sociale: il collegio dei probiviri.

A tale organo è affidata la risoluzione di eventuali controversie fra soci o fra soci e società, riguardanti il rapporto sociale o la gestione mutualistica. Con la relativa previsione statutaria si vuole in sostanza evitare che le controversie sociali finiscano in liti di fronte all'autorità giudiziaria. Si tratta però di un organo che non sempre dà garanzie di imparzialità.

                                                                                                                                           Alessandro D’Antonio


Bibliografia:
 

G. Campobasso, “Manuale di diritto commerciale”, Roma, Utet, 2012; 

A. Gambino, Daniele U. Santosuosso, “Fondamenti di diritto commerciale vol.2”, Torino, Giappichelli Editore, 2007;

www.dirittoprivatoinrete.it 

 

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