Mercoledì, 28 Luglio 2021

Società cooperative – gli organi sociali

L’assemblea

Gli organi delle società cooperative sono gli stessi della società per azioni ed identico è il riparto di funzioni.

Vi sono però alcune differenze nella disciplina dell’assemblea.

Tali differenze riguardano:

  1. Il diritto di voto;
  2. la validità delle deliberazioni;
  3. la possibilità di indire assemblee separate.

a.      Intervento e voto

Differentemente da quanto accade nella S.p.A., il peso di ciascun socio cooperatore in assemblea è del tutto svincolato dall'ammontare della partecipazione sociale.

Per i soci persone fisiche trova rigida applicazione il principio "una testa- un voto": ogni socio persona fisica ha infatti diritto ad un solo voto, qualunque sia il valore della quota o il numero delle azioni possedute.

Sono previste, però, delle deroghe alla suddetta regola. Possono essere attribuiti più voti:

  • ai soci persone giuridiche, ma i voti attribuiti possono superare il numero di cinque, in relazione all'ammontare della quota o delle azioni, oppure al numero dei loro membri;
  • ai soci sovventori;
  • ai detentori degli strumenti finanziari, dove è l’atto costitutivo a stabilire i limiti di voto;
  • ai soci delle cooperative consortili (le cooperative in cui i soci realizzano uno scopo mutualistico attraverso l'integrazione delle rispettive imprese o di talune fasi di esse), dove il diritto di voto può essere attribuito in ragione della partecipazione allo scambio mutualistico.

In tutti questi casi è ammesso il voto plurimo che, però, è soggetto ad un limite: nessuno di tali soggetti può esprimere più del decimo dei voti in ciascuna assemblea generale, o più di un terzo dei voti spettanti all'insieme dei soci presenti o rappresentati in ciascuna assemblea generale.

Valgono inoltre le seguenti regole:

  • hanno diritto di voto solo coloro che risultano iscritti nel libro dei soci da almeno 90 giorni. Così si evita che gli amministratori possano manipolare le maggioranze ammettendo un numero massiccio di soci all'ultimo momento;
  • il socio può farsi rappresentare in assemblea solo da altro socio. In ogni caso, ciascun socio non può rappresentarne più di 10 altri soci, per evitare un'eccessiva concentrazione di voti in testa la stessa persona;
  • il voto può essere dato anche per corrispondenza o mediante altri mezzi di telecomunicazione, se l'atto costitutivo lo consente. In tal caso l'avviso di convocazione deve contenere per esteso la deliberazione proposta.

 

b.      La validità delle deliberazioni

I quorum costitutivi e deliberativi vanno ovviamente calcolati secondo il numero dei voti spettanti per testa ai soci, e non in base all'ammontare della loro partecipazione al capitale.

I quorum sono determinati dall'atto costitutivo, che può derogare in aumento e anche in diminuzione le maggioranze stabilite per la società per azioni: ciò tanto per l'assemblea ordinaria, quanto per quella straordinaria.

 

c.       Assemblee separate

L'innovazione più significativa è costituita dalla possibilità di una formazione progressiva della volontà assembleare attraverso il meccanismo delle assemblee separate.

L'atto costitutivo può cioè prevedere che il procedimento assembleare sia articolato in due fasi:

  1. voto nelle assemblee separate;
  2. voto nell’assemblea generale.

Tale innovazione si è resa necessaria per agevolare la partecipazione dei soci e la formazione delle maggioranze nelle cooperative con ampia compagine sociale e territorialmente articolate.

In base all'attuale disciplina le assemblee separate sono obbligatorie quando la società ha più di 3.000 soci e svolge la propria attività in più province, oppure se ha più di 500 soci e si realizzano più gestioni mutualistiche.

Le assemblee separate, la cui disciplina è prevalentemente statutaria, deliberano sulle stesse materie che formeranno oggetto dell'assemblea generale ed elegge uno dei soci- delegati che parteciperanno a quest'ultima.

Una volta che l’assemblea separata ha deliberato su un determinato argomento, il socio-delegato riporterà in assemblea generale l’esito del voto dell’assemblea separata.

In occasione dell’assemblea generale verranno conteggiati tutti i voti favorevoli alla delibera così come risultante in ciascuna assemblea separata. In tal modo l'assemblea generale delibera definitivamente sulle materie all'ordine del giorno.

Le deliberazioni delle assemblee separate non possono essere autonomamente impugnate, proprio perché la delibera definitiva è esclusivamente quella dell’assemblea generale.

Pertanto, possono essere impugnate soltanto le delibere dell’assemblea generale. Tali deliberazioni possono essere impugnate anche dai soci assenti o dissenzienti nelle assemblee separate e quando, senza i voti espressi dai delegati delle assemblee separate irregolarmente tenute, verrebbe meno la necessaria maggioranza.

                                                                                                                                               Alessandro D’Antonio

 

Bibliografia: 

G. Campobasso, “Manuale di diritto commerciale”, Roma, Utet, 2012; 

A. Gambino, Daniele U. Santosuosso, “Fondamenti di diritto commerciale vol.2”, Torino, Giappichelli Editore, 2007;

www.dirittoprivatoinrete.it 

 

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