Mercoledì, 28 Luglio 2021

Il Bilancio d'esercizio - principi e struttura

La società per azioni deve redigere annualmente il bilancio di esercizio.

In base all’attuale disciplina, il bilancio di esercizio è il documento contabile che rappresenta la situazione patrimoniale e finanziaria della società alla fine di ciascun esercizio, nonché il risultato economico dell'esercizio stesso, ossia gli utili conseguiti o le perdite subite nell'esercizio.

Gli scopi a cui assolve sono diversi:

  • dare informazioni a tutti i soggetti interessati alla vita dell'impresa - creditori sociali o investitori - circa l'andamento della stessa;
  • permettere ai soci di valutare la gestione degli amministratori;
  • consentire un calcolo delle imposte da pagare.

Affinché il bilancio assolva tali funzioni, il c.c. pone una serie di norme volte a definire i principi a cui la redazione del bilancio deve ispirarsi.

A tal riguardo, il bilancio deve:

  1. essere redatto con chiarezza;
  2. rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società.

Dai suddetti principi ne derivano i criteri a cui il redattore del bilancio di esercizio deve ispirarsi nella valutazione delle singole poste, ossia i criteri di:

  1. prudenza. Ad esempio, non possono essere iscritti ricavi o plusvalenze non ancora realizzate, ma vanno contabilizzati costi, oneri e minusvalenze anche se solo “possibili” ed “eventuali”;
  2. competenza. Ad esempio, devono essere iscritti i costi relativi ad una fornitura ottenuta nell'esercizio, anche se non ancora pagata;
  3. continuità, per cui i valori iscritti in bilancio devono essere considerati nel presupposto che l’azienda prosegua la sua attività nel suo normale corso, senza che vi sia né l’intenzione né la necessità di porre l’azienda in liquidazione o di cessare l’attività ovvero di assoggettarla a procedure concorsuali.

 

Struttura del bilancio

Gli amministratori devono redigere il bilancio di esercizio, costituito:

  • dallo stato patrimoniale;
  • dal conto economico;
  • dal rendiconto finanziario;
  • e dalla nota integrativa[1].

 

I suddetti documenti, oltre a essere redatti secondo i principi e criteri già esposti, devono presentare, per esser validi, una determinata “forma” e “contenuto”, indicati:

  1. per lo stato patrimoniale, dall’art. 2424 c.c.;
  2. per il conto economico, dall’art. 2425 c.c.;

Oltre allo stato patrimoniale ed al conto economico, come esposto sopra, la S.p.A. dovrà redigere obbligatoriamente:

  1. il rendiconto finanziario, da cui devono risultare “per l'esercizio a cui è riferito il bilancio e per quello precedente, l'ammontare e la composizione delle disponibilità liquide, all'inizio e alla fine dell'esercizio, ed i flussi finanziari dell'esercizio derivanti dall'attività operativa, da quella di investimento, da quella di finanziamento, ivi comprese, con autonoma indicazione, le operazioni con i soci”;
  2. la nota integrativa, che costituisce la parte integrante del bilancio. Essa:
    1. illustra e specifica le voci dello stato patrimoniale e del conto economico;
    2. fornisce una serie di informazioni integrative sulla situazione patrimoniale e finanziaria, sul risultato economico di esercizio, sulle azioni e sugli strumenti finanziari emessi dalla società. Ad esempio, nella nota integrativa vanno elencate le partecipazioni in società controllate e collegate.

Infine, a corollario di tali documenti gli amministratori dovranno redigere una relazione sulla gestione, “contenente un'analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione della società e dell'andamento e del risultato della gestione, nel suo complesso e nei vari settori in cui essa ha operato, anche attraverso imprese controllate, con particolare riguardo ai costi, ai ricavi e agli investimenti, nonché una descrizione dei principali rischi e incertezze cui la società è esposta”.

La relazione sulla gestione, quindi, è un allegato esterno, che accompagna il bilancio, e di cui pertanto non fa parte.

                                                                                                                                                                                  Alessandro D’Antonio

[1] Art. 2423 c.c.

 

Bibliografia:

G. Campobasso, “Manuale di diritto commerciale”, Roma, Utet, 2012;

A. Gambino, Daniele U. Santosuosso, “Fondamenti di diritto commerciale vol.2”, Torino, Giappichelli Editore, 2007;

www.dirittoprivatoinrete.it 

 

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