Martedì, 27 Luglio 2021

S.p.A. – azioni speciali

Al fine di consentire alla società di incentivare la sottoscrizione delle proprie azioni – e, di conseguenza, la raccolta di mezzi finanziari per l’esercizio dell’attività di impresa – il c.c. ammette che lo statuto della S.p.A. preveda la creazione di categorie speciali di azioni: ossia azioni dotate di diritti amministrativi e/o patrimoniali diversi dalle azioni ordinarie.

Per quanto concerne i diritti amministrativi, è ammessa l'emissione di azioni:

    1. senza diritto di voto:
    2. con voto subordinato al verificarsi di determinate condizioni, o limitato a particolari argomenti. A esempio, il voto è concesso al verificarsi di perdite o è limitato alle materie di competenza dell’assemblea straordinaria;

L'azione senza voto, a voto limitato e a voto condizionato non possono tuttavia superare complessivamente la metà del capitale sociale .

Sempre per quanto riguarda i diritti amministrativi, nel caso di società non quotate possono essere emesse, oltre alle tipologie già viste, anche azioni:

  • con diritto di voto limitato ad una misura massima, ad esempio fino al 10% del capitale posseduto;
  • con voto scalare, ad esempio fino al 10% del capitale spetta un voto per azione, dal 10% al 20% un voto ogni due azioni, dal 20% al 30% un voto ogni tre azioni e cosi via

Per quanto concerne i diritti patrimoniali, è ammessa l’emissione di azioni:

  • correlate, ossia azioni remunerate in base ai risultati dell'attività sociale in un determinato settore o ramo di attività. Ad esempio, le azioni che attribuiscono al socio la partecipazione agli utili della sola attività manifatturiera svolta dalla società, e non agli utili che dovessero derivare da altre attività della società stessa;
  • privilegiate, ossia azioni dotate di particolari privilegi di natura patrimoniale. Ad esempio, azioni remunerate prima e/o meglio delle azioni ordinarie;

Nel novero delle diverse categorie di azioni particolare attenzione deve esser posta alle cosiddette azioni:

    1. di risparmio;
    2. a favore dei prestatori di lavoro.

 

a)   le azioni di risparmio

Le azioni di risparmio sono quelle azioni che presentano simultaneamente due caratteri:

    1. non attribuiscono un diritto di voto né nelle assemblee ordinarie né in quelle straordinarie. Di esse, di conseguenza, non si tiene conto per il calcolo dei relativi quorum costitutivi o deliberativi;
    2. devono essere necessariamente dotate di privilegi di natura patrimoniale.

A differenza delle altre azioni, le azioni di risparmio possono essere emesse al portatore assicurando, quindi, l'anonimato.

In realtà il legislatore pur prevedendo che tali azioni non abbiano diritto di voto, assicura a chi le sottoscrive una forma di tutela: la possibilità che i titolari di tali azioni possano costituire una organizzazione il cui scopo è quello di tutelare gli interessi del gruppo – ossia i risparmiatori.

La suddetta organizzazione si compone di due organi:

  • l'assemblea speciale, a cui possono partecipare i titolari delle azioni di risparmio;
  • il rappresentante comune, nominato dall'assemblea speciale - di categoria - al fine di tutelare gli interessi dei risparmiatori.

L’assemblea speciale delibera sugli oggetti di interesse comune e, in particolare, sull'approvazione delle delibere dell'assemblea della società che pregiudicano i diritti degli azionisti di risparmio.

 

b)  Le azioni a favore dei prestatori di lavoro

Le azioni a favore dei prestatori di lavoro consentono l'assegnazione straordinaria di utili ai dipendenti delle società, o di società controllate, da attuarsi mediante un articolato procedimento: gli utili sono imputati al capitale e la società emette speciali categorie di azioni che vengono assegnate gratuitamente ai prestatori di lavoro.

Per tali azioni la società può stabilire delle "norme particolari riguardo alla forma, al modo di trasferimento e ai diritti spettanti agli azionisti." Si tratta di una facoltà di cui la società può avvalersi o meno.

 

Strumenti finanziari partecipativi

Gli strumenti finanziari partecipativi sono degli strumenti finanziari emessi dalla S.p.A. che attribuiscono ai titolari dei diritti patrimoniali o dei diritti amministrativi ma mai il diritto al voto all’interno dell’assemblea generale degli azionisti, e ciò perché i titolari di tali strumenti finanziari non acquistano mai la qualità di azionisti.

Ma allora quali diritti amministrativi attribuiscono tali strumenti finanziari?

Gli acquirenti dei suddetti titoli possono essere dotati di diritti di voto su argomenti specificamente indicati, in particolare può essere riservato ad essi, secondo modalità stabilite dallo statuto, la nomina di un componente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o di un sindaco.

A tal riguardo il c.c. prescrive che nello statuto dovranno essere indicate/i:

  • modalità e condizioni di emissione;
  • le sanzioni in caso di inadempimento;
  • i diritti che conferiscono i suddetti strumenti finanziari;
  • la legge di circolazione, se ammessa. La ragione è quella di consentire l'acquisizione, da parte di soci o di terzi, di apporti patrimoniali che non possono formare oggetto di conferimento e che, perciò, non sono imputabili al capitale sociale, quali le prestazione di opera o di servizi.

Quale è la ragione che ha spinto il legislatore a prevedere gli strumenti finanziari partecipativi?

La ragione è quella di consentire l'acquisizione, da parte di soci o di terzi, di apporti patrimoniali che non possono formare oggetto di conferimento e che, perciò, non sono imputabili al capitale sociale, quali le prestazione di opera o di servizi.

                                                                                                                                                                                           Alessandro D’Antonio

Bibliografia:

G. Campobasso, “Manuale di diritto commerciale”, Roma, Utet, 2012;

A. Gambino, Daniele U. Santosuosso, “Fondamenti di diritto commerciale vol.2”, Torino, Giappichelli Editore, 2007;

www.dirittoprivatoinrete.it

 

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