Venerdì, 18 Giugno 2021

Clausola di estinzione anticipata: Italia divisa a metà

Uno dei principali dibattiti in giurisprudenza in materia di anomalie bancarie sui mutui riguarda l'inclusione della clausola di estinzione anticipata nel TEG che andrà confrontato con il tasso soglia, ovvero l'estensione del controllo antiusura anche all'ipotesi di estinzione anticipata del mutuo. 

A prescindere dai tecnicismi relativi al come considerare la clausola di estinzione anticipata nei controlli antiusura, il presente articolo si pone come obiettivo quello di evidenziare come nonostante le numerose sentenze sia ancora molto vivo il dibattito giurisprudenziale sulla tematica in questione, tant'è che è possibile idealmente suddividere due orientamenti, uno applicato nel nord Italia e l'atro tipico dei Tribunali del sud Italia.

 

Le spese "eventuali" nel calcolo del TEG - il Legislatore

Uno dei dibattiti più accesi in materia di anomalie bancarie sui mutui riguarda l'inclusione delle spese e remunerazioni cosiddette “eventuali”, sostenute soltanto in determinate circostanze, come:

  1. il tasso di mora;
  2. la clausola di estinzione anticipata.

Il Legislatore si è espresso positivamente circa l’inclusione di tali spese nel calcolo del TEG.

A tal riguardo, si rileva che l’art. 1, comma 1, del D.L. 394/00, interpretazione autentica dell’art. 644 c.p., dispone che “Ai fini dell'applicazione dell'articolo 644 del codice penale e dell'articolo 1815, secondo comma, del codice civile, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento”.

Il Testo della relazione governativa di presentazione al Parlamento del Decreto Legge 394/2000, convertito poi in Legge 28 febbraio 2001 n. 24, contiene un'ulteriore esplicitazione della volontà del Legislatore: “L’articolato fornisce al comma 1 l’interpretazione autentica dell’art. 644 C.P. e dell’art. 1815 comma secondo c.c.. Viene chiarito che quando in un contratto di prestito sia convenuto il tasso di interesse (sia esso corrispettivo, compensativo o moratorio) il momento al quale riferirsi per verificare l’eventuale usurarietà sotto il profilo sia penale che civile è quello della conclusione del contratto a nulla rilevando il pagamento degli interessi”.

 

Le spese "eventuali" nel calcolo del TEG - la giurisprudenza

Nonostante i riferimenti del Legislatore il dibattito accademico è sempre più acceso, in particolare con riferimento alla clausola di estinzione anticipata. Rifacendosi unicamente alle sentenze più recenti su tale tema è possibile rinvenire un'Italia divisa a metà.

Contro la rilevanza della clausola di estinzione anticipata ai fini anti-usura la giurisprudenza del Tribunale di Milano. In particolare, con la recente sentenza n. 16873 del 16 febbraio 2017, il Tribunale di Milano stabiliva che "La penale per anticipata estinzione del mutuo non va computata nel TEG in quanto questa non costituisce un onere collegato all’erogazione del credito ma riguarda piuttosto una fase successiva e eventuale, ossia la risoluzione anzitempo del rapporto, volta a indennizzare la parte mutuante della perdita del lucro discendente dalla mancata corresponsione degli interessi originariamente programmati".

Soltanto tre mesi prima, e precisamente l'8 novembre 2016, il Tribunale di Bari con la sentenza n. 17091 si pronunciava come segue: "Ai fini del calcolo del costo complessivo del credito si deve considerare qualsivoglia voce di spesa comunque denominata, nonchè qualsivoglia tipologia di interesse, quindi, devono computarsi non solo quelli di natura corrispettiva, ma anche quelli convenuti a titolo moratorio.

E' irragionevole ed arbitrario operare una differenziazione tra interessi corrispettivi e interessi moratori in punto di calcolo del tasso soglia, ciò sia perché contrasta con le disposizioni normative, che impongono un calcolo complessivo del costo del credito, che possa definirsi unico ed omnicomprensivo di tutte le voci poste a carico del mutuatario, sia perché la natura eventuale dell'interesse moratorio è del tutto irrilevante ai fini dell'usurarietà, dato che la nullità di cui al 2° comma dell'art. 1815 cod. civ. colpisce la pattuizione di un interesse di una determinata entità, a prescindere dal concreto verificarsi del ritardo nell'adempimento e sia perché l'applicazione del tasso di interesse moratorio alla singola rata insoluta non impedisce che esso sia computabile sull'intera sorte capitale data a mutuo, essendo possibile che il mutuatario resti inadempiente sin dall'inizio della restituzione rateale pattuita.

La clausola di estinzione anticipata, quale voce di spesa, deve essere considerata ai fini del calcolo del costo complessivo del credito".

Conseguentemente, nonostante il dibattito accademico in questione duri da anni, si è ben lontani dall'affermarsi di un orientamento condiviso, potendo addirittura pensare ad una Italia divisa a metà, dove al sud vi è maggiore probabilità di vittoria rispetto al nord Italia. Paradossale ma vero.

 

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