Venerdì, 18 Giugno 2021

Calcolo dell’imposta IRPEF

Una volta calcolata la base imponibile il calcolo dell’imposta IRPEF richiede lo svolgimento delle seguenti attività:

  1. calcolo imposta lorda;
  2. individuazione delle detrazioni d'imposta;
  3. individuazione acconti e crediti d'imposta;
  4. calcolo imposta da versare.

 

Calcolo dell’imposta lorda

Dopo aver dedotto dal reddito complessivo gli oneri, si applicano le aliquote alla base imponibile.

Nel caso dell’IRPEF le aliquote sono crescenti per scaglioni di reddito.

Si ipotizzi che siano previsti i seguenti scaglioni ed aliquote:

  1. 0-50 aliquota del 10%;
  2. 51-100 aliquota del 20%;
  3. 101 in poi aliquota del 30%.

Se un contribuente ha una base imponibile di 200 allora pagherà una imposta IRPEF di 45 (10% di 50 + 20% di 50 + 30% di 100).

 

Individuazione delle detrazioni d’imposta

Dall’imposta lorda si sottraggono le detrazioni ottenendo così l’imposta netta.

Le detrazioni d’imposta, previste dagli artt. 12bis- 16 del TUIR, possono essere accordate per due motivi:

  1. per carichi di famiglia, attribuite a chi ha familiari a carico. Il loro importo decresce al crescere del reddito complessivo.
  2. per oneri, riconosciute per diverse spese nella misura del 19% delle stesse. Tra le spese per le quali è riconosciuta la detrazione vi sono gli interessi per mutui ipotecari contratti per l’acquisto della prima casa e le spese sanitarie.

 

Individuazione acconti e crediti d’imposta

Dallo scomputo delle detrazioni si ottiene l’imposta netta. Tale importo, non costituisce, però, l’importo da versare all’Erario. Dallo stesso occorrerà sottrarre:

  1. i crediti d’imposta;
  2. i versamenti d’acconto;
  3. le ritenute subite a titolo d’acconto;

Se il saldo è a debito, la differenza deve essere versata prima di presentare la dichiarazione. Viceversa, il contribuente avrà maturato un credito d’imposta che potrà utilizzare per compensare futuri debiti d’imposta o per il quale potrà chiedere il rimborso.

 

I redditi soggetti a tassazione separata

Le imposte progressive periodiche presentano il limite di tassare nella medesima maniera i redditi indipendentemente dal tempo occorso per produrli.

Ad esempio, si ipotizzi che un soggetto, Tizio, consegua ogni anno un reddito imponibile di € 100.000. Caio, invece, ogni anno ha un reddito di € 30.000, ad eccezione dell’ultimo periodo d’imposta dove ha riscosso anche il TFR pari ad € 70.000.

Pertanto nell’ultimo periodo i due soggetti hanno conseguito lo stesso reddito imponibile (€ 100.000), ma Tizio ha prodotto quel reddito in un anno, mentre nel caso di Caio gran parte del reddito (€ 70.000) è stato prodotto nell’arco di una intera vita lavorativa.

I due soggetti, quindi, hanno evidentemente una diversa capacità contributiva e pertanto dovranno essere tassati in maniera diversa.

Per fronteggiare tale problematica è stata introdotta nel nostro ordinamento la tassazione separata.

Sono soggetti a tassazione separata i redditi che, percepiti una tantum, derivano da un processo produttivo pluriennale.

La tassazione è detta separata perché tali redditi non concorrono a formare il reddito complessivo ma sono tassati a parte, con distinta aliquota, e determinati con specifiche regole.

Tra i redditi tassati separatamente:

  • il TFR;
  • le plusvalenze derivanti dalla cessione di aziende possedute per più di cinque anni;
  • il risarcimento attribuito per la perdita di redditi pluriennali.

Come determinare la base imponibile e l’aliquota in tali casi?

Nel caso del TFR, l’imponibile si ottiene deducendo dall’importo riconosciuto le rivalutazioni già assoggettate ad imposta sostitutiva. L’aliquota è quella corrispondente all’importo che si ottiene dividendo l’imponibile per il numero di anni di durata del rapporto e moltiplicando il risultato per 12.

Per gli altri redditi tassati separatamente, l’imposta è calcolata applicando alla somma percepita l’aliquota corrispondente alla metà del reddito complessivo netto del biennio precedente.

 

BIBLIOGRAFIA:

F. Tesauro, “Istituzioni di diritto tributario. Vol. 1: Parte generale”, Roma, Utet, 2012;

G. Marongiu e A. Marcheselli, “Lezioni di diritto tributario”, Torino, Giappichelli Editore, 2013;

 

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