Venerdì, 18 Giugno 2021

La base imponibile

La base imponibile è la grandezza su cui viene calcolato il tributo. La base imponibile può essere una grandezza:

  1. monetaria. Nel caso delle imposte sul reddito la base imponibile è ciò che residua dopo aver applicato al reddito lordo tutte le deduzioni e riduzioni previste; nel caso della Tasi (tassa sugli immobili) la base imponibile è un multiplo della rendita catastale rivalutata;
  2. non monetaria. Nel caso delle imposte di fabbricazione o accise la base imponibile è costituita dalle unità di prodotto; l’imposta sulla pubblicità ha come base imponibile il mezzo pubblicitario (ad esempio il cartellone stradale), misurato in base alle sue dimensioni o caratteristiche.

 

Il tasso

Il tributo può essere dovuto in misura:

  1. fissa. È il caso:
    1. dell’imposta fissa di registro, dovuta in una certa misura per ogni atto che si intende registrare;
    2. imposta di bollo;
    3. tasse su concessione governativa, come la tassa sul passaporto, la tassa di caccia e pesca, la tassa sul porto d’armi.
  2. variabile. In tal caso per ottenere il tributo sarà applicato un tasso alla base imponibile. Nel caso in cui la base imponibile è monetaria il tasso sarà costituito da una aliquota che potrà essere:
    1. fissa. In tal caso l’aliquota non varia al variare della base imponibile. È il caso dell’imposta di registro nel caso della compravendita di immobili;
    2. progressiva. In tal caso l’aliquota aumenta al crescere della base imponibile. È possibile distinguere una progressività:
      1. per classi;
      2. per scaglioni. Ad esempio, nell’IRPEF è adottata una progressività per scaglioni, ad ogni scaglione di reddito corrisponde una aliquota via via crescente;
      3. continua;
      4. per detrazione.
    3. regressiva. In tal l’aliquota diminuisce al crescere della base imponibile;
    4. graduale. In tal caso la base imponibile è divisa in più “gradi”, ad ognuno dei quali è applicata una diversa aliquota.

 

Credito d’imposta

Dall’applicazione dell’aliquota alla base imponibile ne deriverà la misura del tributo, e cioè un debito di natura tributaria da parte del contribuente.

In realtà potrebbe anche accadere che il contribuente vanti un credito nei confronti dell’Amministrazione finanziaria.  È possibile distinguere diverse ipotesi generatrici crediti d’imposta:

  1. crediti d'imposta accordati per motivi di tecnica tributaria, ossia per porre rimedio a fenomeni di doppia imposizione. È il caso del credito d’imposta riconosciuto a coloro che percepiscono un credito di fonte estera. In tal caso il credito d’imposta serve ad evitare che al soggetto venga applicata sia l’imposta nazionale che quella estera;
  2. crediti accordati per ragioni extra-fiscali. Si tratta in pratica di finanziamenti, di cui i beneficiari fruiscono sotto forma di crediti d’imposta e con cui vanno a compensare i debiti d’imposta. Negli ultimi anni sono stati riconosciuti crediti d’imposta a chi effettua investimenti nelle aree svantaggiate, ed anche alle piccole e medie imprese che assumono dipendenti;
  3. crediti accordati nei casi in cui il contribuente a pagato più tributi del dovuto;
  4. crediti riconosciuti in seguito all’applicazione delle norme tributarie. È il caso dell’impresa nella quale l’IVA sugli acquisti supera quella sulle vendite.

Nell'ambito dei crediti d'imposta occorre distinguere i crediti :

  1. rimborsabili;
  2. non rimborsabili. In tal caso al contribuente è riconosciuta la possibilità di utilizzare il credito per compensare eventuali debiti d'imposta presenti o futuri.

Per vedersi riconosciuto il credito d’imposta, di regola, questo dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi, altrimenti il contribuente decade dal diritto di far valere il credito;

vi sono però anche crediti d’imposta per i quali deve essere presentata apposita istanza.

I crediti d’imposta possono essere oggetto di cessione, ma la cessione dev’essere stipulata con atto pubblico o scrittura privata autenticata, e dev’essere notificata all’ente pubblico cui spetta ordinare il pagamento.

 

BIBLIOGRAFIA:

F. Tesauro, “Istituzioni di diritto tributario. Vol. 1: Parte generale”, Roma, Utet, 2012;

G. Marongiu e A. Marcheselli, “Lezioni di diritto tributario”, Torino, Giappichelli Editore, 2013;

 

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