Venerdì, 18 Giugno 2021

La società tra professionisti (società tra avvocati)

 

Il decreto legislativo del 2 febbraio 2001 approvato in attuazione della direttiva 98/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio europeo, ha disciplinato  per la prima volta le società tra avvocati; sino all’approvazione della suddetta legge non era possibile costituire tali società e la materia era regolata dalla normativa prevista per le associazioni professionali (l.23 novembre 1939, n. 1815).

Le nuove norme non cancellano la vecchia normativa, ma si aggiungono ad essa fornendo così la possibilità di scelta tra associazione professionale e la nuova società di avvocati.

Presupposto ciò, il suddetto decreto tratta ogni aspetto riguardante la società tra avvocati:

  1. NORMATIVA DI RIFERIMENTO: la normativa di riferimento è quella prevista per le società in nome collettivo, tranne che per quelle norme specifiche che caratterizzano tale società e che sono previste dal decreto 2/2001;
  2. OGGETTO DELLA SOCIETÀ: la società tra avvocati ha per oggetto esclusivo l’esercizio della professione in comune tra i soci, che possono essere solo avvocati nell’esercizio dell’attività di rappresentanza, assistenza e difesa in giudizio. Ne deriva che la società esercita esclusivamente attività professionale e quindi non commerciale;
  3. LEGGE FALLIMENTARE: la società tra avvocati non è soggetta a fallimento;
  4. RAGIONE SOCIALE: anche questo tipo di società avrà la sua ragione sociale, che dovrà essere costituita dal nome e dal titolo professionale di tutti i soci, ovvero di uno o più soci seguito dalla locuzione «ed altri», e deve contenere la indicazione di società tra professionisti, in forma abbreviata s.t.p.
  5. ISCRIZIONE: la società in esame deve essere iscritta in una sezione speciale del registro delle imprese con funzione di mera certificazione anagrafica. Oltre che sul registro delle imprese, la società dovrà essere iscritta presso l'albo professionale degli avvocati. Senza l'iscrizione all'albo professionale la società non potrà operare, mentre non sono ben chiare le conseguenze della mancata iscrizione nel registro delle imprese;
  6. COSTITUZIONE: non è prevista una particolare forma per la costituzione della s.t.p. ma, dato che la società dovrà essere iscritta presso il registro delle imprese, è necessario che l’atto costitutivo sia redatto secondo le forme previste dall’art. 2295 c.c. (atto pubblico o scrittura privata autenticata).

La disciplina della società tra avvocati si caratterizza, oltre che per gli aspetti sopra indicati, anche per altri due aspetti, tipici di tale forma societaria, e segnatamente:

  1. la responsabilità che deriva dall'attività sociale;
  2. l'invalidità della società

 

i.                   La responsabilità che deriva dall’attività sociale

Possiamo individuare due distinte fattispecie regolate dal c.c., e precisamente:

  1. attività svolta senza osservare la diligenza professionale. in tal caso:
    1. la responsabilità del socio cui è stato affidato l'incarico si somma con quella della società;
    2. la società deve comunicare al cliente che l'incarico potrà essere svolto da qualsiasi socio in possesso dei necessari requisiti professionali. La mancata comunicazione renderà responsabili in maniera solidale ed illimitata non solo i soci che hanno agito e la società, ma anche i soci che non hanno svolto direttamente l'incarico;
  2. responsabilità della società per le obbligazioni assunte nei riguardi dei terzi. Tutti i soci sono responsabili in maniera solidale ed illimitata per le obbligazioni assunte dalla società. Tuttavia, se un creditore intende aggredire preventivamente il patrimonio del singolo socio prima di quello sociale, il socio potrà invitare il creditore a soddisfarsi preventivamente sul patrimonio della società, evitando così l’azione del creditore.

 

ii.                L’invalidità della società

La disciplina della invalidità della s.t.p. si avvicina a quella della nullità della S.p.a.

Ed infatti tale disciplina di contraddistingue per:

  • tassatività dei casi nullità: la nullità può essere pronunciata solo nei casi di difetto di costituzione - come nel caso in cui i soci non siano tutti avvocati - e solo nei casi previsti in tema di nullità dei contratti;
  • irretroattività della dichiarazione di nullità: la dichiarazione di nullità o la pronuncia di annullamento non pregiudicano l’efficacia degli atti compiuti in nome della società. Pertanto, i soci sono comunque responsabili per le obbligazioni assunte dalla società poi dichiarata nulla o annullata;
  • sanatoria della nullità: l'invalidità (e quindi anche la nullità) non può essere pronunciata quando la causa di essa è stata eliminata per effetto di una modificazione dell’atto costitutivo iscritta nella sezione speciale del registro delle imprese

Sino ad ora abbiamo parlato di nullità, e delle eccezioni che la disciplina specifica prevista per la s.t.p. pone alla disciplina generale. Occorre aggiungere che l’invalidità può aversi anche nei casi di annullabilità: queste ipotesi sono quelle tipiche relative ai negozi giuridici (errore, violenza e dolo) riferite all'atto costitutivo della s.t.p.

                                                                                                                                                                              Alessandro D’Antonio

 

Bibliografia:

G. Campobasso, “Manuale di diritto commerciale”, Roma, Utet, 2012;

A. Gambino, Daniele U. Santosuosso, “Fondamenti di diritto commerciale vol.1”, Torino, Giappichelli Editore, 2007;

www.dirittoprivatoinrete.it

 

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