Venerdì, 18 Giugno 2021

Esercizio del diritto di recesso

Al di là del caso della società non quotata con durata illimitata dove, come si è detto, il diritto di recesso può essere esercitato in qualsiasi momento richiedendo solo un preavviso di 180 gg., il diritto di recesso deve essere esercitato mediante comunicazione con lettera raccomandata alla società entro breve termine, e segnatamente:

  1. 15 giorni dall'iscrizione nel registro delle imprese della delibera che lo legittima;
  2. 30 giorni dalla conoscenza da parte del socio, se il fatto che legittima il recesso non è una delibera.

Avvenuta la comunicazione, le azioni per le quali è esercitato il diritto di recesso non possono essere cedute e devono essere depositate presso la sede della società. In realtà, la società può sottrarsi al rimborso delle azioni se entro 90 giorni revoca la delibera che legittima il recesso del socio, o delibera lo scioglimento della società. Se ciò non avviene, però, essa sarà costretta al rimborso delle azioni.

Nell’ipotesi che venga esercitato il diritto di recesso da parte di un socio, come determinare il valore da rimborsare?

Dipende se la società è quotata o meno.

Nelle società non quotate, il valore delle azioni da rimborsare è determinato dagli amministratori, sentito il parere del collegio sindacale e del soggetto incaricato della revisione contabile.

Se il socio contesta la stima della propria quota, il valore di liquidazione è determinato, entro 90 giorni dall'esercizio del recesso, da un esperto nominato dal tribunale con relazione giurata

Nelle società quotate, il valore di liquidazione delle quote è invece determinato facendo esclusivo riferimento alla media aritmetica dei prezzi di chiusura nei sei mesi che precedono la convocazione dell'assemblea

Una volta determinato il valore della quota, come vengono liquidate le azioni del socio?

Il problema è delicato.

Evidentemente se quelle azioni venissero semplicemente rimborsate dalla società con corrispondente riduzione del capitale sociale, si ridurrebbe la garanzia posta per i creditori sociali dell’impresa. Per cui, le azioni del socio che recede devono essere innanzitutto offerte in opzione agli altri soci in proporzione al numero delle azioni possedute.

E se una parte delle azioni rimane invenduta?

Le rimanenti azioni potranno essere collocate sul mercato finanziario o presso le banche.

E se la vendita non va a buon fine?

Le azioni vengono rimborsate mediante acquisto da parte della società, rispettando il limite degli utili distribuibili e delle riserve disponibili.

Se si è in assenza di utili o riserve disponibili?

Allora deve essere convocata l'assemblea straordinaria per deliberare la riduzione del capitale sociale, o lo scioglimento della società.

In tal caso, I creditori potranno opporsi alla delibera di riduzione del capitale sociale, e se l'opposizione viene accolta la società verrà sciolta.

 

                                                                                                                                                                                         Alessandro D’Antonio

 

Bibliografia:

G. Campobasso, “Manuale di diritto commerciale”, Roma, Utet, 2012;

A. Gambino, Daniele U. Santosuosso, “Fondamenti di diritto commerciale vol.2”, Torino, Giappichelli Editore, 2007;

www.dirittoprivatoinrete.it 

 

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