Venerdì, 18 Giugno 2021

Rappresentanza S.p.A.

Tra le funzioni di cui gli amministratori sono per legge investiti vi è quella della rappresentanza della società.

Dopo aver specificato chi esercita il potere di rappresentanza nelle S.p.A., il codice civile si occupa di regolamentare come tale potere deve essere esercitato. Ed infatti, diverse sono le questioni che il legislatore ha dovuto affrontare, tra cui:

  1. in presenza di un consiglio di amministrazione, chi ha il potere di rappresentanza?
  2. se più amministratori sono investiti del potere di rappresentanza, il potere di rappresentanza deve essere esercitato congiuntamente o disgiuntamente?
  3. si supponga che l’atto di nomina dell’amministratore con potere di rappresentanza non sia valido, cosa accade a tutti quei contratti che l’amministratore in questione ha sottoscritto in nome della Società? Decadono o restano in piedi?
  4. possono essere previste delle limitazioni al potere di rappresentanza dell’amministratore? E in caso di risposta affermativa, tali limitazioni del potere di rappresentanza devono essere pubblicizzati secondo certe modalità?

Il legislatore ha dato puntuale risposta ad ognuna delle suddette domande.

Per quanto riguarda il punto sub a), in presenza di un consiglio di amministrazione, gli amministratori investiti del potere di rappresentanza devono essere indicati nello statuto. Pertanto, la legge lascia agli azionisti l’onere/diritto di scegliere gli amministratori con potere di rappresentanza, limitandosi a stabilire che tali soggetti vengano indicati nello statuto.

Per quanto riguarda il punto sub b), se vi sono più amministratori con rappresentanza, nello statuto deve essere specificato se essi hanno il potere di agire disgiuntamente o congiuntamente. Ancora una volta, il Legislatore lascia agli azionisti libertà di scelta in merito alle modalità di esercizio del potere di rappresentanza.

Per quanto riguarda il punto sub c), se il procedimento di nomina degli amministratori è viziato e, di conseguenza, l'atto di nomina è invalido, allora la mancanza di potere rappresentativo è inopponibile ai terzi in buona fede. Quindi la società ha una sola possibilità: provare che i terzi erano a conoscenza della causa di invalidità dell'atto di nomina.

Per quanto riguarda il punto sub d), le limitazioni del potere di rappresentanza, in deroga alla disciplina generale, non sono opponibili ai terzi neanche se risultano dallo statuto e sono state iscritte presso l'ufficio del registro delle imprese.

L’unica eccezione è rappresentata dalle limitazioni legali al potere di rappresentanza: restano opponibili ai terzi i limiti legali del potere di rappresentanza degli amministratori

Ad esempio, è il caso dell'amministratore unico che stipula un contratto in conflitto di interesse con la Società; il contratto sarà annullabile su richiesta della Società se il conflitto di interesse era conosciuto o riconoscibile da parte del terzo.

                                                                                                                                            Alessandro D’Antonio

 

Bibliografia:

G. Campobasso, “Manuale di diritto commerciale”, Roma, Utet, 2012;

A. Gambino, Daniele U. Santosuosso, “Fondamenti di diritto commerciale vol.2”, Torino, Giappichelli Editore, 2007;

www.dirittoprivatoinrete.it

 

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