Venerdì, 18 Giugno 2021

Assemblea degli azionisti – convocazione

Da chi, come e quando è convocata l’assemblea degli azionisti?

DA CHI?

La convocazione dell'assemblea è di regola decisa dall'organo amministrativo – gli amministratori nel modello tradizionale e il comitato esecutivo in quello dualistico – che può convocare l’assemblea ogni qual volta lo ritengano opportuno.

COME?

Attraverso un avviso agli azionisti che deve contenere l’ordine del giorno, la data, l’ora e il luogo dell’adunanza.

Il suddetto avviso deve essere pubblicato entro 15 giorni prima della convocazione dell’assemblea sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica, o in uno o più quotidiani indicati nello statuto.

Nell’avviso può essere indicata anche la data della eventuale seconda delibera.

Tale disciplina non vale per le società non quotate, dove non è necessaria la pubblicazione ma è sufficiente che la comunicazione sia stata effettuata con un mezzo che consenta di attestare il ricevimento della stessa otto giorni prima della convocazione dell’assemblea (ad es. raccomandata)

QUANDO?

In realtà si è già risposto: quando l’organo amministrativo lo ritiene opportuno.

Al fine di evitare che gli amministratori abusino di tale potere, sono state previste una serie di norme che rendono obbligatoria la convocazione dell’assemblea, e segnatamente il c.c. prescrive che l’assemblea ordinaria debba essere convocata:

  • almeno una volta all'anno, e entro centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale. Lo statuto può prorogare detto termine a centottanta giorni, nel caso la società debba redigere un bilancio consolidato, ovvero quando lo richiedano particolari ragioni relative alla struttura o all'oggetto della società. La suddetta assemblea deve deliberare almeno sul bilancio d'esercizio o consolidato;
  • quando la convocazione sia richiesta da tanti soci rappresentanti almeno il 10% del capitale sociale;
  • quando la prima convocazione non raggiunga il quorum costitutivo. In questo caso, se nell'avviso non era stata indicata la data della seconda convocazione, l'assemblea deve essere riconvocata entro trenta giorni.

Cosa accade se gli amministratori, nonostante la richiesta degli azionisti, non convocano l’assemblea?

La convocazione dell'assemblea è ordinata con decreto dal tribunale che designa anche la persona che deve presiederla. Tale diritto è però soggetto a 2 limiti:

    • il tribunale deve preventivamente sentire l'organo amministrativo o di controllo della società;
    • la convocazione su richiesta delle minoranze non è valida quando si tratta di argomenti sui quali l'assemblea deve deliberare su proposta degli amministratori ( ad esempio, l'approvazione del bilancio)

Alla tutela degli azionisti di minoranza si affianca quella dei lavoratori. La convocazione della assemblea può spettare al collegio sindacale – quindi i rappresentanti dei lavoratori – ogniqualvolta:

  • sia obbligatoria e gli amministratori non vi abbiano provveduto;
  • siano stati ravvisati fatti di rilevante gravità. In tal caso la convocazione deve essere autorizzata dal tribunale.

Infine, cosa accade se non vengono rispettate le norme sulle modalità di convocazione dell’assemblea (ad esempio l’adunanza avviene in un luogo diverso da quello indicato sull’avviso di convocazione)?

In tal caso l’assemblea è considerata lo stesso regolarmente costituita quando è rappresentato l'intero capitale sociale – ossia vi sono tutti gli azionisti ordinari - e partecipa all'assemblea la maggioranza dei componenti degli organi amministrativi di controllo. Tale assemblea è detta totalitaria. Ai membri degli organi di controllo assenti deve tuttavia essere data tempestiva comunicazione delle deliberazioni assunte, e ciò in quanto a tali soggetti è riconosciuto il diritto di opporsi alle decisioni prese in loro assenza.

L’assemblea totalitaria:

  • può deliberare su qualsiasi argomento;
  • è instabile e precaria. Ciascuno degli intervenuti può opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si ritenga sufficientemente informato, impedendo così che si arrivi a deliberare su quel punto.

 

                                                                                                                                                                                                  Alessandro D’Antonio

 

Bibliografia:

G. Campobasso, “Manuale di diritto commerciale”, Roma, Utet, 2012;

A. Gambino, Daniele U. Santosuosso, “Fondamenti di diritto commerciale vol.2”, Torino, Giappichelli Editore, 2007;

www.dirittoprivatoinrete.it

 

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